Il protocollo addizionale della Convenzione ONU. Di cosa si tratta?

Come abbiamo già detto, la Convenzione si compone di un preambolo dove vengono, appunto, esplicitati le intenzioni, le finalità e i presupposti che hanno portato alla redazione della Convenzione, e quali diritti e interessi si vogliono tutelare.

La Convenzione stessa, dopo il preambolo, inizia dall’art. 1 e comprende 50 articoli. In calce alla Convenzione fa parte, appunto, questo cosiddetto Protocollo addizionale od opzionale alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità che è un ulteriore testo che va a sancire ulteriori obblighi e doveri, in realtà, rispettivamente agli Stati membri.

Non tutti gli Stati che ratificano la Convenzione sono obbligati a ratificare anche il Protocollo e questo si capisce anche dal nome del Protocollo stesso che, come hai detto, viene detto Protocollo opzionale.

Come abbiamo detto, i dati del 2018 fanno già vedere questo distinguo poiché abbiamo 177 Stati ratificanti della Convenzione a fronte dei 92 Stati ratificanti del Protocollo opzionale. Come hai detto già, l’Italia ha ratificato sia la Convenzione che il Protocollo.

Questa differenza si spiega perché, appunto, il Protocollo come hai detto aggiunge doveri e rende un pò più invasiva l’effettività della Convenzione. In particolare, una delle cose più importanti e rilevanti, che è prevista nel Protocollo opzionale e che forse rende un pò restii alcuni Stati membri alla ratifica, è che vi sono dettate delle norme specifiche relativamente al Comitato disposto all’art. 34 della Convenzione.

Questo Comitato, che così viene definito nella Convenzione, è l’organo destinatario di comunicazioni presentate da individui o gruppi di individui o in rappresentanza di persone che ritengono di essere vittime di violazione di disposizioni della Convenzione stessa da parte dello Stato parte. Questo che vuol dire? Che c’è questo organismo in cui le persone con disabilità, chi le rappresenta o gruppi di essi possono rivolgersi facendo presente che vi sono nel proprio Stato di appartenenza gravi violazioni delle norme presenti in Convenzione.

Il Comitato è previsto anche nella Convenzione come semplice destinatario dei rapporti che biennalmente gli Stati devono fare sulla situazione relativa alle persone con disabilità, ma il Protocollo aggiunge questa possibilità per i cittadini dello Stato parte ossia quella appunto di, come hai detto, presentare delle vere e proprie istanze, delle vere e proprie richieste e delle vere e proprie, si può dire, denunce relative alla violazione dei diritti delle persone con disabilità.

A questo, il Comitato, che è formato da alcuni membri esperti nominati geograficamente in modo uniforme dagli stessi Stati membri, esamina le domande, esamina le denunce di violazione e poi o archivia o ritiene ricevibile a seconda delle norme che sono previste nel Protocollo oppure va avanti, fino al punto di poter arrivare a chiedere allo Stato membro, che appunto si trova ad essere autore delle violazioni della Convenzione, di adottare delle misure che possono in qualche modo eliminare la discriminazione.

Questo che nel Diritto Internazionale è abbastanza una novità, poiché è raro che gli stati cedano sovranità. In questo non è proprio una cessione di sovranità, ma è comunque un coinvolgimento molto forte dello Stato che accetta che un Comitato super partes, quindi di livello superiore, decida e lo inviti a elaborare delle norme che non siano più in contrasto.

Una piccola nota: credo che sia da sottolineare il fatto che il tutto parta dal basso. Trovo veramente degno di stima il fatto che la segnalazione dell’attività del Comitato parte dalla segnalazione della stessa persona con disabilità. Sempre per sottolineare, appunto, la partecipazione e il protagonismo della persona con disabilità.

Anche qui siamo, purtroppo, distanti tra la teoria e la pratica, anche se, come dire, è sempre meglio che un diritto sia sancito piuttosto che non lo sia. Il resto sta ovviamente agli operatori del Diritto e a chi si trova a dover rendere applicabili e applicate le norme previste.

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