Vita indipendente e inclusione nella comunità

L’art. 19 della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità è formato da 1 Comma con tre lettere e fa riferimento al fatto che la Convenzione, sono due i filoni principali: l’eguale diritto sulla base del principio di eguaglianza di cui già abbiamo parlato, e la partecipazione. Diciamo che l’Articolo mette in risalto questi due principi e li coniuga nel discorso della vita indipendente e autonoma, soprattutto mettendo al primo posto la libertà di scelta e l’inclusione nella comunità.

Per quanto riguarda l’inclusione nella comunità mi permetto di far riferimento a un qualcosa che ha detto Ezio Bosso, poco prima di venire a mancare durante un’intervista che gli è stata fatta, e lui ha detto “La società non dovrebbe imporsi l’inclusione, ma dovrebbe essere naturalmente inclusiva”

Ovviamente credo che Accesso Totale sposi assolutamente questa tesi che prevede appunto nella società un qualcuno che non debba costringere qualcun alto a includerlo, ma che naturalmente propenda verso l’inclusione.

È bella l’idea della comunità. Qui si fa riferimento all’inclusione nella comunità proprio per sottolineare ancor di più che è una società caratterizzata dal mettere in comune. E quindi appunto, gli Stati parte si impegnano a garantire la vita indipendente e che questa vita indipendente sia assolutamente prevista e inclusa nella società, o meglio comunità come viene chiamata.

Diciamo che viene messo l’accento su vari aspetti. Si fa innanzitutto riferimento alla scelta della residenza. Viene stabilito che le persone con disabilità non devono essere obbligate a vivere in una particolare sistemazione abitativa. È come se ci dicesse: non è scontato che le persone con disabilità debbano vivere necessariamente in strutture residenziali, ma invece gli Stati parte hanno preso l’impegno di garantire che le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, sulla base dell’eguaglianza con gli altri, dove porre il proprio luogo di residenza, dove sviluppare il proprio progetto di vita.

Alla lettera B si fa riferimento alla necessità che venga garantito alle persone con disabilità il libero accesso ad una serie di servizi, quali sostengo domiciliare, residenziale e di comunità, e che questo tenda ad impedire l’isolamento ed anche la segregazione. Pensiamo ai Paesi meno sviluppati dove le persone con disabilità vivono realmente delle situazioni di grande difficoltà, proprio dall’impossibilità di venire integrate. Infine, anche la necessità di far fruire alle persone con disabilità, nel caso in cui vivano in questi luoghi di aggregazione o luoghi comunitari, i servizi e le strutture devono essere ovviamente destinati alle specifiche esigenze delle persone con disabilità.

Il fatto di sottolineare che ci sia una specifica esigenza non vuole, ovviamente, creare discriminazione, ma invece è finalizzato proprio al non dimenticare mai che la persona con disabilità vive una condizione particolare, ma che la presenza di questa condizione personale particolare non deve assolutamente aprire la strada né alla discriminazione, né alla disuguaglianza e soprattutto all’esclusione.

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