Libertà di espressione e opinione e accesso all’informazione

Andiamo avanti con il nostro appuntamento relativo alla Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità e vediamo che l’Art. 21 riporta un altro aspetto dell’accessibilità e quindi per questo sempre legato a stretto giro con Accesso Totale.

L’Art. 21, rubrica “Libertà di espressione e opinione e accesso all’informazione”, viene posto l’accento sull’importanza che le persone con disabilità abbiano accesso, senza nessun tipo di difficoltà, all’informazione.

Innanzitutto, viene sancito nel 1^ Comma il diritto alla libertà di espressione e di opinione, ivi compresa la libertà di cercare, ricevere e impartire informazioni e idee sempre sulla stessa base di eguaglianza con gli altri. Attraverso ogni forma di comunicazione prediletta dalla persona con disabilità. Quindi abbiamo sia un diritto propositivo, ossia quello della persona con disabilità ad informare qualcuno, che un diritto al contrario ossia quello di ricevere, senza alcun tipo di barriera, le informazioni necessarie.

Alla lettera A dell’Art. 21 ovviamente troviamo le informazioni destinate al grande pubblico, quindi le informazioni istituzionali. Pensiamo alle informazioni che sono state date, soprattutto da fonti istituzionali, in questo tempo di Coronavirus. È necessario che ci siano tecnologie appropriate per ogni tipo di disabilità, pensiamo alle disabilità sensoriali.

Alla lettera B ovviamente c’è la garanzia dell’utilizzo e di spendere tutti i tipi di lingue, le modalità di comunicazione che facilitano l’accessibilità e la comprensione per le persone con disabilità sensoriali. Allora abbiamo la Lingua dei Segni, abbiamo il Braille, rispettivamente per le disabilità uditive e per quelle visive. Abbiamo le comunicazioni migliorative alternative, un esempio di questo è la CAA, la comunicazione aumentativa alternativa, che attraverso pittogrammi chiamati PETS veicola il messaggio soprattutto per le persone con disabilità cognitive. E poi, la lettera B dell’Art. 21 appunto, lascia aperto lo spazio a qualsiasi tipo di mezzo, definendo la necessità di facilitare il ricorso delle attività ufficiali di ogni altro accessibile mezzo, modalità e sistema di comunicazione basato sulla scelta della persona con disabilità.

C’è un riferimento anche agli enti privati, che forniscono sempre servizi al grande pubblico a non lasciare indietro le persone con disabilità e, anche qui, fornire informazione soprattutto di carattere necessario e generale attraverso sistemi accessibili e utilizzabili che garantiscano la partecipazione su base di eguaglianza alle persone con disabilità.

Ovviamente, c’è un incoraggiamento ai Mass Media, inclusi gli erogatori di informazione, tramite web, a rendere il loro servizio accessibile. Se pensiamo alle informazioni e alle modalità con le quali tali informazioni vengono veicolate in questo tempo, e ovviamente negli ultimi tempi, assistiamo ad un grande sviluppo dei Mass Media e a un grande sviluppo di tutte le piattaforme e anche dei Social Network. Dove spesso anche le istituzioni pubbliche fanno veicolare proprio i messaggi e quindi oltre che rendere accessibile la stampa tradizionale, piuttosto che i messaggi che vengono da fonti ufficiali è necessario occuparsi di tutta questa area, e quindi l’area relativa al web e alla comunicazione. Infine, c’è il riconoscimento e la promozione della Lingua dei Segni. Gli esponenti della Lingua dei Segni stanno tentando in tutti i modi di far riconoscere la stessa lingua proprio come Lingua, e quindi tutto quello che compete ed è per questo che sempre una precisazione da parte degli interpreti di parlare di Lingua e non di Linguaggio. La Lingua dei Segni ha una struttura grammaticale, si può dire, sua propria ed è ormai una delle modalità maggiori con cui le persone con disabilità uditive si orientano nella comunicazione. Il riconoscimento della Convenzione internazionale dell’ONU di tale uso è sicuramente di piena importanza e va sempre nella direzione del riconoscimento della Lingua dei Segni appunto come Lingua.

Vediamo che la conoscenza entrerà a far parte di quel patrimonio comune di informazioni che governano anche la società è presupposto necessario ed insostituibile per una reale partecipazione, anche ai processi decisionali, soprattutto quelli che riguardano le stesse persone con disabilità, quindi mettere un focus sull’accessibilità anche relativamente alle informazioni è necessario perché poi tutti i diritti che stiamo osservando insieme possano trovare reale e concreta attuazione.

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