Rispetto della vita privata

Procediamo con il nostro cammino ed arriviamo all’Art. 22 della Convenzione dei diritti per le persone con disabilità ratificata dall’Italia nel 2009. “Il rispetto della vita privata”.

Diciamo che qui viene preso in considerazione un elemento molto importante della vita di una persona, e non solo della vita delle persone con disabilità. Ricordiamo sempre che ratificare una Convenzione dei diritti delle persone con disabilità non vuole ovviamente essere un elemento di segregazione, quanto piuttosto un elemento di particolare attenzione.
Cercare di collegare i diritti e i doveri che vengono riconosciuti a tutte le persone, anche alle persone con disabilità, vuol dire riaffermare con determinazione il loro far parte della vita comune e del loro concorrere al bene comune.

Per quanto riguarda l’Art. 22, abbiamo detto che lo stesso rubrica” il rispetto della vita privata”. Lo stesso ha a che fare certamente con la privacy, è un qualcosa che ha a che fare con quel diritto di ognuno a organizzare, a veder tutelata la riservatezza dei propri eventi e situazioni private. Si fa riferimento al fatto che la garanzia della riservatezza deve essere a prescindere dalla residenza o dalla modalità di alloggio. Non viene quindi tollerato dalla Convenzione il diritto che il rispetto della vita privata della persona con disabilità possa subire delle flessioni, possa essere più o meno garantita in ragione del luogo di residenza ovvero della tipologia di alloggio. Si pensi ad alcune situazioni, ad alcune ipotesi di strutture residenziali dove a volte dimorano le persone con disabilità.
È come se la Convenzione ci venisse a dire che tale tipo di modalità di vita non è assolutamente una giustificazione per la compressione di questo diritto.

Ovviamente, all’interno della vita privata abbiamo una concezione ampia e quindi si fa riferimento alla famiglia, alla casa, alla corrispondenza in qualsiasi forma, altri tipi di comunicazione, e diciamo la tutela viene fatta dalle interferenze, è come se ci fosse una sfera, appunto quella privata, che deve essere priva di interferenze a prescindere dal luogo in cui la persona con disabilità si trova a sviluppare la propria disabilità. Per quanto riguarda gli obblighi degli Stati Parte e quelli ratificanti la Convenzione, al Comma 2 dell’Art. 22 viene affermato che gli Stati Parte devono tutelare il carattere confidenziale delle informazioni personali, di quelle relative alla salute e alla riabilitazione delle persone con disabilità sulla base di uguaglianza con gli altri.

Tale ultimo comma, l’articolo si compone di due commi, mette più il focus sulle informazioni.
Ovviamente vengono citate le informazioni maggiormente sensibili, quelle strettamente personali che hanno a che fare con la salute, ma vi sono tantissime altre informazioni, per esempio sul credo religioso, sull’orientamento sessuale. Diciamo che qui viene posta in luce l’attenzione alla salute e alla riabilitazione, poiché tale nesso tra la disabilità e la salute è un nesso purtroppo un pò arcaico che però nella Convenzione ha trovato la sua sede. Oggi sappiamo che le persone con disabilità non hanno solo a che fare con una questione relativa alla propria salute che a volte non è compromessa da un punto di vista patologico o comunque tale compromissione non impedisce la vita di piena partecipazione e, diciamo, nella Convenzione ONU ancora troviamo questo punto di vista un pò arretrato rispetto alle riflessioni della comunità scientifica. Sta di fatto che il principio generale, ovviamente sempre applicabile anche oggi grazie anche in vista dei passi avanti che la comunità scientifica ha compiuto. Il principio generale, espresso al Comma 1 per sintetizzare è che la vita privata di ogni persona e quindi anche delle persone con disabilità non permette interferenze, non permette lesioni qualsiasi sia la condizione in cui la persona con disabilità si trova a vivere.

Per quanto riguarda il Comma 2 viene sottolineata l’importanza che tale riservatezza, oltre ad essere garantita per la vita privata, riguardi anche le informazioni di ogni singola persona, ovviamente su una base di uguaglianza con gli altri. Diciamo che il principio di uguaglianza è quello che permea veramente tutto il testo costituzionale attraversando sotto i vari aspetti gli articoli di cui stiamo parlando.

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