Quando e come nasce WeGlad

WeGlad è un’app per la mappatura di luoghi e spazi all’interno delle nostre città.

Accesso Totale ha incontrato Paolo Bottiglieri, che all’interno di WeGlad si occupa del settore business, e Maria Naum, tra le utilizzatrici più attive e parte dello staff che sta testando l’applicazione nell’area di Torino.

Paolo, insieme al collega Petru Capatina, altro co-fondatore di WeGlad, hanno un background business, seppur con contaminazioni diverse. Paolo ha anche delle contaminazioni per quanto riguarda l’ingegneria meccanica.

L’applicazione, ci racconta Paolo, nasce principalmente dall’aver vissuto esperienze di famiglia ed lavorative che lo hanno portato ad essere a stretto contatto con le disabilità.

Da quel punto di vista, quindi, inizia a capire quali fossero le problematiche: l’ostacolo per cercare un bar, un ristorante, piuttosto che una destinazione in cui andare. Altra esperienza è stato l’occuparsi dell’accoglienza e della fase di imbarco delle persone con disabilità all’aeroporto di Caselle di Torino, che gli ha permesso di scoprire storie affascinanti ed emozionanti.

Il percorso universitario, incentrato sulla parte di startup e innovazione poi ha fatto il resto!

L’idea, quindi, è partita nell’arco del 2017 ed è stato un percorso molto lungo: essendo ancora molto giovane, non aveva particolare esperienza ma era determinato ad andare ancora più a fondo: nel percorso comincia a cercare dei compagni di viaggio che potessero accompagnarlo e che potessero essere molto più bravi a fare certe cose per riuscire a portare avanti il progetto.

Nel tempo quindi incontra Petru, e con lui inizia un grande lavoro con l’obiettivo di capire e andare più a fondo sulle problematiche.

Dal 2019 in poi Paolo e Petru hanno cominciato a fare tante interviste, in cui coinvolgono anche Maria e tante altre persone, interessati a capire dove fossero realmente le difficoltà, quali fossero le soluzioni che loro in questo momento attuavano per poter risolvere certe problematiche e andare a lavorare su queste per poter capire come andare ad incidere positivamente, recuperando sui tempi, sulla facilità di utilizzo.

Analizzano inoltre tutto quello che era stato fatto nel passato, cercando di indagare quali fossero le problematiche dei vecchi progetti, quali fossero i punti di forza degli stessi e da lì, unendo anche il know how appreso dalle problematiche, il know how delle vecchie realtà, creano l’alchimia giusta per andare a risolvere le problematiche di mobilità.

Da questo percorso poi è nato quello che definiscono un “open social navigator”, l’unione di tre “moduli”: “open”, perchè si vuole dare la possibilità a tutte le persone di inserire dei dati.

Open social navigator perchè è un’applicazione su base mappa, in cui è possibile inserire dei dati sia all’esterno, quindi in strada, sia all’interno, quindi dentro i luoghi luoghi aperti al pubblico. Possono essere strutture ricettive, bar banche. Qualsiasi cosa in cui si possa fare accesso al suo interno.

Quindi, open perchè tutti possono inserire dati e tutti possono dare delle informazioni.

Per sostenere le attività e i progetti di Accesso Totale, acquista uno dei nostri gadget qui, con le illustrazioni del vignettista Gioma, oppure iscriviti al nostro canale Patreon, dove potrai vedere in anteprima tutte le nostre interviste.

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