WeGlad e l’importanza di fare scelte in autonomia. Maria ci racconta la sua esperienza.

Come poter segnalare un luogo accessibile, piuttosto che un ostacolo temporaneo, piuttosto che un ostacolo non temporaneo?

Maria Naum ha raccontato ad Accesso Totale la sua esperienza come utilizzatrice dell’app WeGlad nell’area di Torino.

“Personalmente devo dirti che, per quanto io sia nata con una disabilità, quindi sia già impostata da sempre sul vedere “questo è accessibile, questo no”, fare questo lavoro… L’impegno che mi sono presa mi ha fatto rendere conto ancora di più di quanta inaccessibilità ci sia. Noi che abbiamo questo impegno cerchiamo di avere una visione più ampia: non vedere le cose dal punto di vista della mia disabilità… Io cerco sempre di pensare “eh, ma un altro che ha un’altra patologia X, come può essere per lui? Per me magari è accessibile al 100%, ci sta aiutando molto a popolare la mappa. La segnalazione, per lui no. Bisogna entrare anche in un’ottica di non pensare solo al proprio piccolo.

Io me la vivo molto in questo modo. Non vederla solo dal punto di vista della mia condizione.”

Il contributo che sta portando Maria è molto grande per quello.

Ma cosa significa, meccanicamente, andare a segnalare una barriera con WeGlad?

una volta trovatisi davanti all’ostacolo, si apre WeGlad, si scatta una foto e in quel momento è possibile subito inserirla nella mappa.

Una volta scattata decido che tipo di ostacolo è, dalla lista, e una volta che clicco sulla tipologia di ostacolo viene direttamente pubblicata sulla mappa, quindi viene subito segnalata. Il lavoro che stiamo facendo adesso con Maria e tutto il gruppo di test, è popolare la mappa ed inserire i dati che servono poi all’integrazione del navigatore.

Proprio per il discorso sulla possibilità di scegliere o meno di entrare in un locale, se so che un luogo non è accessibile ma so che c’è un gradino, ad esempio, so che se sono accompagnato da un mio amico e io ho comunque l’obiettivo di entrare in quel locale, posso farlo se ho un determinato tipo di aiuto.

Per ora, quello che vuole fare WeGlad è dare coscienza del contesto in cui si muovono le persone, per fare in modo che loro possano fare una scelta autonomamente: attualmente quello che succede è che sulla maggior parte delle applicazioni si dica “accessibile in sedia a rotelle”, però da quel punto di vista non sta dando una vera informazione: bisogna andare a vedere nello specifico, sul posto, cosa si intende per accessibile.

Ecco, tutte queste informazioni vengono inserite nell’applicazione e in questo modo è possibile fare una scelta.

L’applicazione, concludendo, non vuole essere un’ambiente ghettizzante. Non è stata fatta un’applicazione solo ed esclusivamente per persone con disabilità, ma è aperta anche a tutte le persone che vogliono dare un contributo.

E quindi, per esempio, nella segnalazione e anche per la tipologia di informazione che diamo, tramite foto, possiamo coinvolgere volontari, caregiver, anche persone che non sono in carrozzina ma sono molto sensibilizzate sul tema, ce ne sono tantissime in giro

Se per ogni persona ci fossero anche due segnalazioni a settimana, ma si riescono a coinvolgere tante persone, ecco che si da un contributo molto grande…

L’obiettivo di WeGlad adesso è questo!

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